Solo un po’ più triste

È da anni che non scrivo qui. È da anni che non scrivo, in effetti. Le cose cambiavano intorno a me mentre io continuavo ad essere la stessa, solo un po’ più triste, chissà perché. Solo che non scrivevo più, chissà perché.  In questi anni ho letto tanto, ho viaggiato un po’, ho conosciuto sconosciuti che ho perso di vista eppure i loro visi sono tra le prime cose che mi sono venute in mente cominciando a scrivere. Bello. E triste, credo. Ora ho un gattino di cui ho bisogno e un gattino che ha bisogno di me, Yin e Yang; e sto scrivendo durante il momento che preferisco in assoluto di tutta la settimana: la domenica sera prima di cena. Un’ ultima striscia di sole nel giardino, i dentini del gatto che sgranocchiano, il russare dell’eterno fidanzato nell’altra stanza, i girasoli spettinati dal vento di qualche giorno fa e che rimarranno così, un po’ impettiti e un po’ reclinati fino a quando l’autunno verrà a prenderseli.

Stupid Cupid #3

“Il matrimonio è duro gente. Il matrimonio è davvero duro. Il matrimonio è così duro che anche Nelson Mandela ha chiesto il divorzio. Nelson Mandela ha passato 27 anni in una prigione sudafricana, picchiato e torturato ogni giorno per 27 anni, e l’ha fatto senza nessun cazzo di problema. Lo hanno messo ai lavori forzati nella calura sudafricana, a 40 gradi per 27 anni, e l’ha fatto senza problemi. È uscito di prigione, dopo 27 anni di torture, ha passato 6 mesi con sua moglie e ha detto non ne posso più di questa merda!”
Chris Rock

Talenti

Mr. E non c’è più. Cioè lui vorrebbe anche esserci, ma no, non è cosa. Anni fa ho fatto una scelta e so che forse era quella giusta. Solo che ho detto no ad una passione straordinaria tanto che la nostalgia di quel periodo mi ha trascinato da lui alla prima occasione e ancora oggi mi porta a pensare che sbaglio a rinunciare, che siamo adulti e (über)consenzienti, che si vive una volta sola e insomma i soliti discorsi che si fanno prima di attaccare l’ennesima fetta di torta, lanciarsi con il paracadute, mandare la suocera/il capo/i vicini di casa a farsi fottere ed altre amenità (ah, questo breve e inesaustivo elenco è autobiografico tranne la parte del lancio col paracadute).
Sono riuscita a mettermi una situazione in cui se torno da lui starò una vita a chiedermi machecazzostaifacendo? e se non lo faccio, pure.

Stupid Cupid

Per la prima volta da tempo immemore non sono innamorata e come un innamorato respinto faccio mille cose per distrarmi, per stancare la mente e non pensare. Non mi serve a niente, come a un innamorato respinto.

Se telefonando #2

Non sarò la sola persona non predisposta a parlare con chiunque in qualunque momento della giornata! L’unica persona a cui rispondo sempre, ma sempre sempre sempre, è il Santo. E se per disgrazia perdo la chiamata mi affanno, lo richiamo, scrivo, faxo, lancio segnali di fumo, razzi luminescenti, qualunque cosa pur di ricontattarlo. Ma con il resto del mondo vale una sola regola: se ho voglia di parlare bene, altrimenti ciao. Mia madre al telefono è impegnativissima e non le rispondo quasi mai: la vedo praticamente ogni giorno e in ogni caso se chiama è solo per annunciarmi che la tale è incinta. Capetto ha capito! Cioè ha capito! E da un paio d’anni a questa parte se mi deve contattare mentre sono in vacanza (quasi ogni giorno devo dire, sigh) mi scrive: non si contano le situazioni che abbiamo risolto in una manciata di sms. Mi è capitato di non rispondere a Grande Capo (ma chi me lo faceva fare di rispondergli al sabato mattina, c@@@@?) pur sapendo perfettamente che lo avrei trovato inferocito lunedí mattina dietro la pila di pratiche ammuffite; a Giardiniere quando ancora ne ero innamorata persa e nonostante sapessi bene che Giardiniere fosse capacissimo, se non rispondevo ad una sua telefonata, di presentarsi sotto casa, in palestra, al lavoro. Per non parlare di Mr.E: alle sue chiamate non rispondevo proprio mai, fissavo il display con il suo nome stampato sopra aspettando che la finisse di squillare. Sará che adoravo le mail che mi spediva e volevo solo quelle.